Un cortile protetto per Andrea
31 March 2008 - Scritto da Carlo Filippo Follis per Vita indipendente, Educhiamo chi ci sta accantoHo ricevuto qualche giorno fa un’email che vi propongo in forma integrale previa autorizzazione dell’autore. Stiamo parlando del papà di Andrea, un ragazzo Disabile, che chiede aiuto per sensibilizzare chi sta impedendo il mantenimento di un cortile messo in sicurezza affinché un ragazzino autistico non rischi i pericoli della strada o sia costretto ad una vita “reclusa”.
I vari perché del dramma sono stati ben esposti dal papà di Andrea. Io vorrei sollecitare quanti potrebbero interessarsi al caso e far trionfare il buon senso. Come leggerete vi son di mezzo anche, forse soprattutto, cavilli legali e puntiglio. Premesso che la legge è uguale per tutti bisogna anche affermare che non tutti siamo uguali.
Il Disabile vive diversità su cui si fondano esigenze oggettive che richiedono attenzione e soluzioni. Queste debbono essere tenute in conto anche da chi applica ed interpreta le leggi. Non è una pretesa di privilegio, è piuttosto la sensibilizzazione sulla reale impossibilità di scrivere normative che siano per tutti.
Il legislatore certamente non poteva prevedere un caso come quello di Andrea. Sicuramente però stando ai fatti noti è doveroso un giudizio non prettamente da codice civile o … È altresì doveroso da parte della giurisprudenza creare quei precedenti che, non essendo di danno a nessuno, producono un’evoluzione nella materia poi dibattuta in sede forense. Essere così attenti significa tutelare anche essi stessi in quanto la disabilità non è solo un “dono” alla nascita od una eredità genetica, ma è anche un evento storico: capita quando capita e riscrive la vita.
Impedire che si metta in protezione un cortile quando, pare non si precluda l’accesso a persone e luoghi, è a tutela di un Disabile e Minore risulta una manchevolezza sotto innumerevoli aspetti.
Sono Disabile da sempre ed è forse per questo che comprendo la necessità di flessibilità. Vivere da Disabile, se anche bene, significa vivere molte rinunce per ciò che non sarà mai possibile modificare. Forse non ci si divertirà come fan tutti, forse non si sarà amati, forse non si formerà una famiglia con partner e figli e forse si accetterà tutto ciò. Forse, però, non si capirà mai perché si dovette smettere di tirar calci al pallone nel proprio cortile dopo aver assaggiato l’emozione …
Forse sarà per un diritto di passaggio, ma chi potrà comprendere ciò che vien meno se non il diretto interessato?
Ecco perché vi consiglio di leggere il testo che segue: “Un aiuto per Andrea”.
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Ogni parola che segue non sarà tinta da alcun colore politico, cercherò solo di riflettere sull’ennesima opportunità persa dai Disabili italiani.



