A scuola con Luigi
di Marco Pini
Ho fatto il Liceo, oltre vent’anni fa, in un brutto paesone di provincia, come ce ne sono tanti in Italia, di quelli cresciuti troppo in fretta: uno di quei posti dove tutti conoscono tutti e in cui cadeva il coprifuoco al calar del sole, la sera ci si rintanava in branco in pizzerie, birrerie, discoteche e sale giochi.
Mio compagno di classe Luigi: Disabile intelligente, capriccioso, dotato di grande durezza di carattere e voglia di protagonismo.
Il Liceo era piccolo: due sole sezioni per le prime classi.
I primi giorni di lezione si verificò una curiosa transumanza: i figli dei notabili del paesone furono trasferiti nella sezione “senza Disabile”. I genitori temevano che la sua presenza avrebbe rallentato il corso delle lezioni, inoltre era ritenuto “sgadevole” e non educativo avere uno come lui in classe! E naturalmente non esistevano insegnanti di sostegno.
Il risultato fu che a seguito della anomala polarizzazione dei “raccomandati” l’altra sezione aveva la precedenza su tutto: docenti di ruolo contro precari, professori esperti contro docenti







