La storia di Pietro
di Carlo Filippo Follis
Pietro era un ragazzo nato negli anni trenta, di carattere vivace, brillante negli studi e con tutte quelle caratteristiche che possono delineare un giovane dalla vivacità acuta. Pietro aveva solo una caratteristica che lo differenziava dai suoi compagni di leva, era un disabile. Affetto fin dalla nascita da distrofia muscolare crebbe, nel suo paesino, accanto ai suoi amici ed a tutte quelle attività che, sebbene con qualche problema, condivideva con i suoi compagni di scuola. In quegli anni, mi raccontava, ci si divertiva con poco, ma la cosa per lui importante era stare assieme ai suoi coetanei e vivere in maniera disinvolta quella malattia che pian piano l’aveva fatto sedere su una carrozzina. I periodi in cui si sentì meno solo furono gli anni dello studio, quando per dovere frequentava le scuole dell’obbligo. In quegli anni era facile divertirsi e “vivere” almeno per mezza giornata. Quella boccata di ossigeno ricevuta tutti i giorni durante le ore di scuola fra lezioni, scherzi e tutto ciò che si combina fra coetanei risultava un toccasana per tutte quelle ore che poi avrebbe passato in casa anche quando, finiti i compiti, avrebbe voluto uscire ed essere libero di andare dove più







